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AVVENIMENTI FUTURI ... AVVENIMENTI FUTURI ... AVVENIMENTI FUTURI


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FUTURO SENZA ILLUSIONI

Negli anni passati il mondo è stato testimone di catastrofi crescenti. Siccità, inondazioni, terremoti e devastanti trombe d’aria si sono susseguiti ininterrottamente e senza pausa. Sciagure disastrose hanno mietuto vittime a migliaia per terra, per mare e nell’aria; milioni di persone muoiono di fame. Paesi come il Brasile e il Messico sono in bancarotta e non riescono a saldare i loro debiti. Di fronte a tante guerre e sommosse popolari, all’esplosione demografica e alla continua distruzione della natura, l’umanità ha paura quando pensa al futuro.
La Bibbia ha predetto chiaramente molti di questi avvenimenti! (Mt 24:4-31; Lc 21:25-28; Ap 6:12-17; 16; 17; 18). Dio ha sempre avvertito gli uomini prima che i suoi giudizi li colpissero in seguito alla loro malvagità (Is 24:5-20; 46:9,10; Am 3:7; Ap 1:1).


LA LEZIONE DEL PASSATO
A Noè ad esempio Dio preannunciò l’arrivo del diluvio, ad Abrahamo e Lot la distruzione di Sodoma e Gomorra e a Mosè le piaghe d’Egitto.
Questi eventi sono stati scritti perchè servano da esempio per la nostra epoca e per farci capire che tutti i moniti profetici della Bibbia, in modo sorprendente, si sono adempiuti nel passato e si adempiranno anche in avvenire (1 Cor 10:6-12; 2 Pt 2:5-9; Eb 4:11).
Questo vale anche per il vibrante messaggio di avvertimento che Dio rivolge a noi, ultima generazione della storia umana, e che è rappresentato dal

MESSAGIO DEI TRE ANGELI
bfk3enge.jpg (9330 Byte)che troviamo nel 14 capitolo dell’Apocalisse di Giovanni. E’ l’ultimo invito che Dio indirizza a tutti gli uomini prima che Gesù Cristo ritorni da giudice e re.
Questo appello esprime il monito più grave che la Bibbia contenga in merito ad un giudizio imminente:

1. “Temete Dio e dategli gloria, perchè l’ora del suo giudizio è venuta; adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque”.
2. “E’ caduta, è caduta Babilonia, la grande città che ha dato a bere a tutte le nazioni il vino dell’ira della sua fornicazione”.
3. “Se uno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla sua fronte o sulla sua mano, berrà anch’egli il vino dell’ira di Dio, versato puro nel calice della sua ira e sarà tormentato con fuoco e zolfo davanti ai santi angeli e davanti all’Agnello. E il fumo del loro tormento salirà nei secoli dei secoli e non avranno requie nè giorno nè notte coloro che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome” - Ap 14:6-11.

Questo appello è d’importanza vitale per tutti! Ma come evitare di adorare la bestia suddetta e la sua immagine, o di riceverne il segno se non sappiamo che cosa significano? La mancanza di conoscenza qui può avere conseguenze mortali: “Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza” - Os 4:6; cfr. Is 29:13,14.

Nondimeno Dio ha promesso conoscenza a chi è sincero (Prv 2:1-7; Dn 12:4,10; Mt 7:7,8).
“Com’è vero che io vivo’, dice il Signore l’Eterno, ‘io non mi compiaccio della morte dell’empio, ma che l’empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie. Perchè mai dovreste morire, o casa d’Israele?” - Ez 33:11 (cfr. 2 Pt 3:10,11; Ml 3:18-20).

CHE COSA SIGNIFICANO LA BESTIA ED IL SUO MARCHIO SPECIALE?
Prima di affrontare questo argomento dobbiamo capire i retroscena e l’evoluzione storica che ci conducono fino ad essa. La cosa migliore è di iniziare dal libro di Daniele, che predice in modo grandioso il corso della storia dal sesto secolo a.C. fino ai nostri giorni.Itkey.pcx (12915 Byte)Itstandb.pcx (74186 Byte)

L’interpretazione dei simboli che usa non è abbandonata alle congetture umane. Le profezie bibliche non sono che storia scritta in anticipo. La Bibbia stessa ci fornisce la chiave di lettura (2 Pt 1:20).

Profeticamente “una bestia” rappresenta un re o un regno, come ci spiega Dn 7:17,23: “Queste grandi bestie, che sono quattro, rappresentano quattro re ... La quarta bestia sarà un quarto regno sulla terra ...”
In Dn 7:3 sta scritto: “E quattro grandi bestie salivano dal mare ...” Il “mare” o le “acque” rappresentano “popoli, moltitudini, nazioni e lingue” (Ap 17:15; cfr. Is 8:7). Nel capitolo 7 del libro di Daniele il profeta vede gli imperi universali futuri sotto forma di animali. Una rappresentazione analoga si trova in Dn 2:27-45, dove le singole membra di una statua simboleggiano in modo calzante il corso della storia universale.loewe.jpg (25016 Byte)



IL LEONE
“La prima era simile a un leone... ” - Dn 7:4 (cfr. 2:37,38). Ecco la descrizione dell‘impero babilonese (608-538 a. C.), che dominava il mondo ai tempi di Daniele. Ancora oggi si può ammirare al Museo Pergamon di Berlino il leone alato quale testimone storico di quell’epoca.


baer.jpg (25685 Byte)L’ORSO
“Ed ecco un’altra bestia, la seconda, simile ad un orso; si alzava su di un lato e aveva tre costole in bocca, fra i denti, e le fu detto: ‘Levati, mangia molta carne’” - Dn 7:5. Questo animale ha lo stesso significato del petto e le due braccia d’argento di Daniele 2:32,39, un simbolo del potere che soppiantò l’impero babilonese - il duplice regno medopersiano (538-331 a.C.). Era un regno diviso nel quale regnarono prima i Medi e poi i Persiani.
Le due braccia e l’orso sollevato da una parte spiegano questo particolare. Una delle metà sarebbe stata più forte dell’altra. Le tre costole simboleggiano le nazioni soggiogate dalla Medopersia, cioè Babilonia, la Lidia e l’Egitto.pardel.jpg (31615 Byte)


IL LEOPARDO
“Dopo questo, io guardavo, ed eccone un’altra simile a un leopardo, che aveva quattro ali di uccello sul suo dorso; la bestia aveva quattro teste e le fu dato il dominio” - Dn 7:6.
Anche questo animale trova il suo omologo in Dn 2:32,39, cioè l’impero greco (331-168 a. C.), che sotto Alessandro Magno sottomise i Persiani e dopo la sua morte si divise in quattro parti (regni dei Diadochi). E’ rappresentato dalle quattro teste (Macedonia, Tracia, Siria ed Egitto).


Tier4.jpg (30362 Byte)LA QUARTA BESTIA
“Dopo questo, io guardavo nelle visioni notturne, ed ecco una quarta bestia spaventevole, terribile estraordinariamente forte; essa aveva grandi denti di ferro; divorava, stritolava e calpestava il resto con i piedi; era diversa da tutte le bestie precedenti e aveva dieci corna” - Dn 7:7.
In Dn capitolo 2, versi 33 e 40 ritroviamo anche questo animale. La quarta grande potenza seguita alla Grecia fu Roma imperiale (168 a.C.- 476 d. C.).
Questa bestia era così diversa dalle altre che Daniele non fu in grado di descriverla ulteriormente. Le “dieci corna” significano “dieci re che sorgeranno da questo regno” (Dn 7:24). E’ un fatto storico che l’Impero Romano d’Occidente si sgretolò nel 476 d.C. per far posto a dieci regni, cioè le dieci tribù germaniche che oggi costituiscono gli stati europei. Parallelamente a Dn 7:7, in Dn 2:41,42 compaiono sotto forma di dita della statua. Si tratta delle seguenti tribù: 1. Alemanni (Germania), 2. Franchi (Francia), 3. Anglosassoni (Gran Bretagna), 4. Burgundi o Borgognoni (Svizzera), 5. Visigoti (Spagna), 6. Svevi (Portogallo), 7. Longobardi (Italia), 8. Eruli, 9. Vandali, 10. Ostrogoti.

IL PICCOLO CORNO
“Stavo osservando le corna, quand’ecco in mezzo ad esse spuntò un altro piccolo corno, davanti al quale tre delle prime corna furono divelte; ed ecco in quel corno c’erano degli occhi simili a occhi di uomo e una bocca che proferiva grandi cose” - Dn 7:8.
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I VARI INDIZI PER IDENTIFICARLO:

1
. E’ sorto in mezzo alle dieci corna (regni), tre delle quali furono abbattute all’avvento del suo potere.

2. Dn 7:24 ci riferisce che il piccolo corno sorgerà dopo la nascita delle altre dieci. Solo
una potenza si confà nella storia a questa descrizione: a Roma stessa, centro dell’impero decaduto, nel 476 d. C. sorse il papato, il governo monarchico del cattolicesimo. Man mano che si sviluppava, tre popoli germanici - Eruli, Vandali ed Ostrogoti - “furono abbattuti davanti a lui”. L’editto di Giustiniano, sovrano dell’Impero Romano d’Oriente (famoso il Codex Justinianus), nel 533 d. C. costituì il vescovo di Roma capo di tutte le chiese cristiane. Quando gli Ostrogoti, ultimo dei tre popoli ariani che si opponevano al decreto, furono battuti nel 538 d.C. dal generale Belisario, inviato dall’imperatore, e scacciati da Roma, fu suggellato il periodo predetto dalla profezia in merito alla posizione di preminenza anche politica della Roma papale (a proposito vedi oltre).

afsg8-9.jpg (8216 Byte)3. In Dn 7:25 leggiamo che “perseguiterà i santi dell’Altissimo con l’intento di sterminarli” - un richiamo alle gravi persecuzioni scatenate contro i cristiani. Chi conosce la storia non potrà negare che il papato ha fatto anche questo. Le terribili persecuzioni medievali (roghi, processi agli eretici, crociate) costituiscono uno dei più noti e bui capitoli della storia .

4. Leggiamo ancora: “... e penserà di mutare i tempi e la legge”. Il sistema papale ha veramente Itvatikn.pcx (37049 Byte)alterato la legge di Dio, i Dieci Comandamenti, sopprimendo dal catechismo il secondo - che vieta di venerare o adorare immagini - e modificando il quarto - che ordina di osservare il sabato (l’unico comandamento che riguardi il “tempo”), spostando il giorno di riposo dal settimo al primo giorno della settimana (cfr. 2 Ts 2:3,4; Sal 94:20).
Il papato ha modificato i “tempi” del culto istituendo un falso giorno liturgico. Al posto del sabato originale e immutabile (cfr. Es 20:8-11; 31:13,16,17; Ez 20:12; Is 56:2,3,6,7; Sal 89:34; Eb 4:1-11; Gc 2:10), il settimo giorno osservato da Cristo e dagli apostoli (Lc 4:16; Mt 24:20; At 13:42; Eb 4:10,11), subentrò il primo giorno settimanale (il “giorno del sole” di origine pagana) che Dio non aveva mai stabilito come giorno di culto, anzi aveva diffidato il suo popolo dall’accettarlo (Ap 14:9-11; 16:2; 19:20; cfr. Ez 8:16-18).

5. “E le fu data una bocca che proferiva cose grandi e bestemmie ... Essa aperse la sua bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome, il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo” Ap 13:5,6 (cfr. Dn 7:8,25; 11:36; 2 Ts 2:3,4).
In quali termini la bibbia definisce la bestemmia?
Una volta attaccarono Gesù accusandolo di bestemmiare: “... perchè tu che sei uomo ti fai Dio” - Gv 10:33. Un’altra forma di bestemmia la leggiamo in Lc 5:21: “Chi è costui che pronunzia bestemmie? Chi può togliere i peccati se non Dio solo?”
Questi due tipi di bestemmia si ritrovano entrambi nel papato (“Noi occupiamo in terra il posto di Dio onnipotente” - Enciclica di papa Leone XIII del 20 giugno 1894). Spesso ci si rivolge al papa con l’appellativo di “santo padre”, sebbene Gesù abbia vietato questo titolo per gli esseri umani (Mt 23:9), riservandolo esclusivamente al Padre celeste (Gv 17:11).

6. I profeti hanno perfino predetto la durata del predominio papale, corrispondente a tre tempi e mezzo in Dn 7:25; 12:7 e Ap 12:14, a 42 mesi in Ap 11:2 e 13:5 e a 1260 giorni in Ap 11:3 e 12:6.

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La misura profetica delle cronologie bibliche, equivalente a 1 giorno = 1 anno (vedi Ez 4:6 e Nm 14:34), chiarisce che tutte questi periodi si riferiscono al medesimo lasso temporale di 1260 anni reali. Secondo l’uso linguistico di allora “un tempo” corrispondeva ad un anno. I calcoli si effettuavano sulla base di anni lunari costituiti ognuno da 360 giorni. Analogamente un mese lunare equivale a 30 giorni (cfr. Gn 7:11,24; 8:4). Da questa premessa emerge che tre tempi (=anni) e mezzo moltiplicati per 12 mesi danno 42 mesi, e che d’altra parte 42 mesi moltiplicati per 30 giorni fanno 1260 giorni reali i quali nella storia corrispondono a 1260 anni reali.
Itpopeca.pcx (206092 Byte)La storia del papato ha adempiuto veramente questo periodo profetizzato: la cacciata degli Ostrogoti nel 538 d.C., ultimo “corno” contrario alla supremazia papale, è considerato generalmente l’inizio del dominio politico del papato. Aggiungendo 1260 anni a questo punto di partenza si arriva al 1798 d.C., esattamente l’anno in cui, nel corso della rivoluzione francese, papa Pio VI fu preso prigioniero dal generale francese Bertièr e morì in prigione, adempiendo anche quest’altra profezia: “Se uno conduce in cattività, andrà in cattività” (Ap 13:10). Mai più il papato è tornato ad occupare una posizione di così netto predominio e d’influenza come allora. Roma si diede una costituzione democratica proclamando la repubblica. Il potere politico del papato era infranto, esattamente come la profezia aveva predetto 1260 anni prima. Ap 13:1-10 illustra brevemente la storia del potere papale, sorto dalle ceneri dell’Impero Romano, in carica per 1260 anni e infine ferito mortalmente.


7. In Ap 13:3 leggiamo: “E vidi una delle sue teste come ferita a morte; ma la sua piaga mortale fu sanata, e tutta la terra si meravigliò dietro alla bestia”. Queste parole ci fanno capire che questa potenza esisterà fino al ritorno di Cristo (cfr. Dn 7:21,22).

8. Nel periodo che intercorre tra la ferita mortale e la riconquista papale del potere entra in scena un altro animale: “Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, ed aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone. Essa esercitava tutta l’autorità della prima bestia davanti a lei, e faceva sì che la terra e i suoi abitanti adorassero la prima bestia, la cui piaga mortale era stata guarita” - Ap 13:11,12.

DI QUALE POTERE SI TRATTA?

Il simboli Il significatio
1. Fuoriesce dalla terra (Ap 13:11). 1. Nasce in un paese nuovo o poco popolato.
2.
Sorge nel momento in cui cade la bestia uscita dal mare (nel 1798: Ap 13:1,3,10). 2.
Assume il ruolo di nazione nel periodo in cui viene infranto il potere papale (1763- 1800).
3. Ha due corna simili a quelle di un agnello (Ap 13:11). 3. Due principi crisiani gli conferiscono forza (la libertà civile e religiosa).
4. Non ha corona sulle corna (Ap 13:11). 4. Non si tratta di una monarchia ma di una repubblica.
5. Esercita il potere della prima bestia (Ap 13:12). 5. Diventa la nazione più forte del mondo.



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Solo una potenza della storia realizza queste cinque caratteristiche profetiche, cioè gli Stati Uniti d’America, costituitisi negli anni che vanno dal 1763 al 1800. Da Ap 13:11-18 rileviamo che questo paese inizia in modo innocuo, ma alla fine dei tempi sarà diventato una potenza mondiale determinante. E’ predetto che l’America, costruendo un’immagine della bestia, indurrà l’umanità ad adorare la bestia dalla ferita mortale guarita. Questa immagine costituisce una copia esatta di ciò che il papato è stato nel corso dei suoi 1260 anni di dominio. L’adorazione di cui si tratta qui fa pensare univocamente ad un potere di carattere politico-religioso.


Dn 3:5,10,14,18,28 illustra chiaramente che l’adorazione religiosa di immagini e di simboli di potere umani equivale all’idolatria e rappresenta una violazione del secondo comandamento divino (Es 20:4-6).
La domenica costituisce un simbolo di potere, un segno dell’autorità papale, cioè la facoltà di stabilire dei comandamenti propri (vedi sotto la descrizione che la chiesa cattolica dà di sè stessa!).
La profezia ci rivela quindi che l’America costruendo un’“immagine” imporrà l’osservanza domenicale (“il marchio della bestia”). L’immagine non è altro che il protestantesimo apostata coalizzato nell’associazione ecumenica delle varie chiese che si alleerà con lo stato per imporre delle leggi di natura religiosa. Il mondo intero obbedirà all’ordine di rispettare la domenica (vedi in proposito il volume “La crisi imminente”). Il papato è fiero di aver modificato i Dieci Comandamenti.
Il problema decisivo del futuro, dal quale dipenderà la vita o la morte (Ap 13:14,15), sarà questo: bisogna obbedire a Dio o ai comandamenti umani? (Ml 3:18,19; Ap 16:2).

 Osservate il particolare che l’America in questo periodo farà “grandi prodigi, facendo persino scendere fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini” (pensiamo al lancio della bomba atomica su Hiroshima nel 1945, alla guerra aerea contro l’Irak nel 1991 o anche al falso e dilagante fuoco religioso del movimento carismatico che ha preso le mosse proprio in America); “e seduceva gli abitanti della terra per mezzo dei prodigi che le era dato di fare davanti alla bestia (cfr. Mt 24:24), dicendo agli abitanti della terra di fare un’immagine alla bestia (il papato) che aveva ricevuto la ferita della spada ed era tornata in vita” - Ap 13:13,14.

 



Papst.GIF (6616 Byte)Il papato rivendica come atto proprio la modifica del sabato, considerandolo un segno del suo potere nelle questioni religiose (cfr. Dn 7:25):

“La domenica è un’istituzione cattolica la cui osservanza si può giustificare solo in base ai princìpi dottrinali cattolici.(...) Dall’inizio alla fine della Sacra Scrittura non esiste un solo brano che autorizzi lo spostamento del giorno di riposo dall’ultimo al primo giorno della settimana” - “The Catholic Press”, Sydney, Australia, 25 agosto 1990.
“Noi osserviamo la domenica invece del sabato perchè la Chiesa cattolica, nel concilio di Laodicea del 364, ha trasferito la santità del sabato alla domenica - Peter Geiermann, in “The Convert’s Catechism of Catholic Doctrine”, opera munita della “benedizione apostolica” di papa Pio X in data 25 gennaio 1910.
“E’ stata la santa Chiesa Cattolica a trasferire il giorno di riposo dal sabato alla domenica, primo giorno della settimana. (...) A quale chiesa tutto il mondo civile tributa obbedienza? I protestanti... sostengono di provare grande riverenza per la Bibbia, eppure, osservando la festività domenicale, essi riconoscono il potere della Chiesa Cattolica. La Bibbia ordina: ‘Ricordati di santificare il giorno del sabato’, mentre la Chiesa Cattolica dice: ‘No, osserva il primo giorno della settimana!’, ed ecco che il mondo intero le obbedisce!” - Padre Enright, in data 15 dicembre 1889.
“Domanda: Si può dimostrare che la Chiesa ha la facoltà di istituire giorni festivi di precetto? Risposta: Certo, con lo spostamento del sabato alla domenica, che i protestanti accettano; per cui sono in contraddizione aperta quando osservano rigorosamente la domenica ma ignorano la maggior parte delle altre festività istituite dalla medesima Chiesa” - H.Tuberville, in “Abridgement of Christian Doctrine”, p. 58, Donay College 1649.
“La festività domenicale è stata da sempre un’istituzione umana” - Neander, “Kirchengeschichte”, vol. 1, p.399.

9. In Ap 13:18 troviamo un altro indizio, il numero della bestia: “Chi ha intendimento conti il numero della bestia, perchè è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.Itmitra.jpg (142926 Byte)
Mitra.JPG (11526 Byte)Uno dei titoli ufficiali del papa è “Vicarius Filii Dei”, cioè Vicario del Figlio di Dio.
In risposta ad un sondaggio di opinione la rivista cattolica “Our Sunday Visitor” del 18 aprile 1915 riportava: “Le lettere incise sulla mitra (o più esattamente tiara) del papa sono ‘Vicarius Filii Dei’”. Questo nome (che è già di per sè una bestemmia in quanto soppianta il vero vicario di Cristo in terra, cioè lo Spirito Santo - Gv 16:12-15; 14:26; Rm 8:26) è il nome della bestia (verso 17). Dalle coordinate dei versetti 17 e 18 si ottiene il numero del suo nome. Dato che in latino alcune lettere possiedono anche un valore numerico, basta addizionarle. Ecco la profezia che caratterizza l’Anticristo (cfr. 2 Ts 2:3-12; 1 Gv 4:3; 2 Gv 7; Rm 8:3). L’originale greco del termine anticristo indica “chi si pone al posto dell’unto (da ‘anti’, invece di, e ‘crio’, ungere)” - Konkordantes NT, p. 371.
In altri termini, l’Anticristo è il sedicente rappresentante di Cristo, esattamente ciò che il papa pretende di essere! Se il papa si presentasse secondo il linguaggio del Nuovo Testamento dovrebbe dire: “L’Anticristo sono io!”.

Dopo la sua ascensione in cielo Gesù Cristo è l’unico vero sommo sacerdote ad officiare nel santuario celeste, “ministro Heiligt.JPG (23061 Byte)del santuario e del vero tabernacolo, che ha eretto il Signore e non un uomo” - Eb 8:1,2. Qui Gesù, con il sangue del suo scrificio, ci apre la via che conduce al trono della grazia del Padre celeste (Gv 14:6,13,14; Rm 8:34), al quale possiamo accedere in preghiera e in qualunque momento senza bisogno di mediazioni umane, ma solo con fede e fiducia nel sangue espiatorio di Cristo (Eb 4:14; 5:10; 7:25; Mt 6:6-15). La dottrina di un’ulteriore mediazione da parte umana o dei “santi defunti” costituisce, secondo Ap 13:6, “una bestemmia della bestia contro Dio... il suo nome... il suo tabernacolo” di riconciliazione nel cielo (cfr. Dn 8:11-14 e 12:11, dove si parla di “abbattimento del santuario” e dell’“abominazione che causa la desolazione”).
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IL MARCHIO DELLA BESTIA
Non si tratta di un segno esterno che sarà imposto a tutti loro malgrado. Se fosse impossibile opporsi, il monito di Dio a non accettare questo marchio sarebbe assurdo. Coloro che rifiuteranno il marchio della bestia (segno di autorità o di appartenenza), vengono definiti “coloro che osservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesù” - Ap 14:12. Si tratta di quanti hanno ricevuto il sigillo divino (Ap 7:3,4; 14:1) e hanno vinto il marchio della bestia (Ap 15:2; cfr. Dn 3). Il marchio della bestia comporta quindi la violazione dei comandamenti di Dio (cfr. Gc 2:10) dal momento che il sigillo divino, il segno del suo patto, si trova compreso nei Dieci Comandamenti (vedi sotto).
Il marchio della bestia si riceve in fronte o sulla mano (Ap 13:17; 14:9). La fronte simboleggia la coscienza (la fede, la conoscenza), la mano rappresenta l’agire umano (osservanza o no del decalogo). E’ quello che ci dimostra anche Dt 11:8,18 (cfr. Dt 13:1-6), dove si parla dell’osservanza di tutti i comandamenti.
Chi intende ciò che richiede il quarto comandamento e respinge l’istituzione che Dio ha definito il segno della sua autorità, e onora invece ciò che Roma ha stabilito quale distintivo del suo predominio, accetta il segno dell’alleanza con Roma, il marchio della bestia. Quando l’umanità sarà costretta, con una legge nazionale sulla domenica, a scegliere tra i comandamenti divini e quelli umani, coloro che persevereranno nella trasgressione riceveranno il marchio della bestia. Per chi osserva la domenica sinceramente valgono queste parole: “Ma ora, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano” - At 17:30.

IL SIGILLO DI DIO
Nell’uso biblico il segno o sigillo sono sinonimi
(Rm 4:11). Un sigillo ufficiale presenta tre caratteristiche:
1. Il nome del proprietario, ad esempio: Oscar Luigi Scalfaro.
2. La posizione ufficiale ricoperta, ad esempio: Presidente della Repubblica.
3. Ambito giurisdizionale, ad esempio: Repubblica Italiana.
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Il sigillo di Dio, segno eterno del suo patto, è legato alla sua legge ed è contenuto nel quarto comandamento (Es 20:8-11): “Ricordati del giorno di sabato per santificarlo. Lavorerai sei giorni e in essi farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è sabato, sacro all’Eterno, il tuo Dio; non farai in esso alcun lavoro, nè tu, nè tuo figlio, nè tua figlia, nè il tuo servo, nè la tua serva, nè il tuo bestiame, nè il forestiero che è dentro alle tue porte; poichè in sei giorni l’Eterno fece i cieli e la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e il settimo giorno si riposò; perciò l’Eterno ha benedetto il giorno di sabato e l’ha santificato” (cfr. Es 31:13,17,18).
Sebbene per Dio tutti i comandamenti abbiano la medesima importanza (Gc 2.10), solo il quarto comandamento contiene i caratteri del sigillo divino:

1. Il nome di Dio: “L’Eterno, il tuo Dio”.
2. Il titolo: “Creatore”.
3. L’ambito di giurisdizione: “Il cielo, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi”.

La Bibbia definisce il sabato il segno eterno di Dio: “Badate bene di osservare i miei sabati, perchè è un segno fra me e voi per tutte le vostre generazioni (= eterno), affinchè conosciate che io sono l’Eterno che vi santifica” - Es 31:13 (cfr. i versi 16 e 17 ed Ez 20:12,20).
Gesù ha detto: “Non pensate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; io non sono venuto per abrogare, ma per portare a compimento. Perchè in verità vi dico: Finchè il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota o un solo apice della legge passerà, prima che tutto sia adempiuto” - Mt 5:17,18.
Qualcuno andò a chiedere a Gesù: “Maestro buono, che devo fare di buono per avere la vita eterna?”. Gesù gli rispose: “Ora, se tu vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti ... Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza...” - Mt 19:16-19.

Il sabato, il settimo giorno, costituisce una parte eminente della legge di Dio, un ricordo settimanale di Cristo nostro Creatore e Redentore.
“Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio ... Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui (la Parola)... E la Parola si è fatta carne ed ha abitato fra di noi... piena di grazia e di verità” - Gv 1:1-3,14.
Analogamente al riposo promesso al popolo d’Israele quando sarebbe entrato nel paese di Canaan, il sabato costituisce un ricordo del riposo promesso ai redenti quando entreranno nella Canaan celeste (2 Pt 3:13: Eb 11:10,39,40; Ap 21.2). Questo avverrà al ritorno di Cristo (Eb 3:10-19; 4:1-11; cfr. Dt 4.1,2; 1 Cor 10:11-13), dopo un pellegrinaggio di 6000 anni nel “deserto della storia umana” iniziato con la caduta nel peccato in paradiso.
Addizionando i vari periodi indicati dalla Bibbia per ogni generazione, partendo da Adamo fino a Cristo, risultano circa 4000 anni (vedi “Atlas der Weltgeschichte”, 1990, K. Thienemanns Verlag, Stuttgart-Wien). Questo ci fa capire chiaramente che siamo arrivati veramente alla fine della storia umana stabilita da Dio, la fine del sesto millennio. In merito al ritorno di Cristo la Bibbia ci dice che “per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni come un giorno” - 2 Pt 3:8.
Vi rendete conto ora che Egli “è vicino, anzi alle porte”? - Mt 24:33.

Il Nuovo Testamento chiama il popolo di Dio l’Israele spirituale che per fede in Gesù Cristo farà l’esperienza di una circoncisione spirituale del cuore (cfr. Col 2:11,12; Rm 2:28,29; Gal 3:6-9,28,29; 5:6; 6:15; Rm 11:25; 1 Pt 2:9,10). Il nuovo patto con Cristo realizza, grazie alla sua forza creativa, una nuova creazione in ogni essere umano, come ha già predetto il profeta Geremia: “Ma questo è il patto che stabilirò con la casa d’Israele dopo quei giorni’, dice l’Eterno: ‘Metterò la mia legge nella loro mente e la scriverò sul loro cuore, e io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo” - Ger 31:33. Il popolo di Dio terrà sempre alti i suoi comandamenti: “Il dragone si adirò contro la donna e se ne andò a far guerra col resto della progenie di lei, che custodisce i comandamenti di Dio ed ha la testimonianza di Gesù Cristo” - Ap 12:17 (nelle profezie una donna rappresenta una chiesa pura, una prostituta invece una chiesa apostata - cfr. 2 Cor 11:2; Ez 16; Ap 17:18).

A questo punto sappiamo quale senso attribuire al messaggio dei tre angeli di Apocalisse 14:
1. Esso ci dice che il giudizio (cioè la decisione relativa alla nostra vita eterna) è ora in corso dinanzi al tribunale celeste (versi 6 e 7).


2. Questo messaggio ci rivela che anche il protestantesimo è caduto (verso 8) e, alla luce di Ap 18:1-5, si è trasformato in “una dimora di demoni, un covo di ogni spirito immondo”. L’angelo grida a tutti i cristiani sinceri (al suo popolo): “Uscite da essa, o popolo mio, affinchè non abbiate parte ai suoi peccati e non vi venga addosso alcuna delle sue piaghe” - Ap 18:4.


3. Dio rivolge un avvertimento solenne e affettuoso al mondo intero: tutti coloro che adoreranno il papato o la sua immagine protestante orientata all’ecumenismo, piegandosi in malafede alla costrizione dell’osservanza domenicale, riceveranno il marchio della bestia e subiranno la morte eterna (vedi Ap14:9-11).


4. Il verso 12 ci presenta il gruppo di coloro che non riceveranno il marchio della bestia. Si tratta di quanti osservano tutti i comandamenti di Dio (compreso il sabato del settimo giorno; cfr. At 7:38) ed hanno la fede di Gesù.

SARETE IN GRADO DI RESISTERE IN GIUDIZIO?
Il primo angelo parla di un giudizio divino che ha luogo in cielo (cfr. Dn 7:9-12 e 2 Cor 5:10) prima del ritorno di Cristo, visto che già prima della sua apparizione deve essere stabilito chi dei morti risusciterà a vita eterna e chi dei viventi sarà rapito in cielo al suo avvento (1 Ts 4:15-17; Gv 5:27-29; Ap 20:5-6). Inoltre la Bibbia parla di un giudizio celeste che avrà luogo durante i mille anni, dopo il ritorno di Cristo, al quale parteciperanno i redenti in veste di giudici per pronunciare la sentenza sui morti increduli e gli angeli jesusgeb.JPG (20143 Byte)caduti (Dn 7:22; 1 Cor 6:2,3; Ap 20:4), sentenza che sarà poi annunciata ed eseguita mille anni dopo, al momento della resurrezione dei malvagi (Gv 5:29; Ap 20:7-15).
I Dieci Comandamenti costituiranno l’immutabile metro di giudizio del tribunale divino (Ecclesiaste 12:13,14; Ap 11:18,19; Salmo 89:34; Matteo 7:21) insieme al modello di Gesù (Filippesi 2:5; Romani 15:5) che dice: “Dio mio, io prendo piacere nel fare la tua volontà, e la tua legge è dentro il mio cuore” - Salmo 40:8 (cfr. Giovanni 6:38; 4:34; Sal 40:7-9; Eb 10:9; Lc 22:42). E’ vero che noi, recitando il Padrenostro, diciamo “Sia fatta la tua volontà”, ma nella nostra vita di peccato facciamo veramente la volontà di Dio? La Bibbia ci ricorda che “il peccato è violazione della legge” (1 Gv 3:4) e che “il salario del peccato è la morte” (Rm 6:23). Se poi teniamo presente che il profeta osserva: “Può un Etiope cambiare la sua pelle o una tigre le sue striature? Allo stesso modo, potreste voi, abituati a fare il male, fare il bene?” AmKreuz3.JPG (17360 Byte)(Ger13:23; cfr. Rm 7:24), e riflettiamo sulla nostra vita, dobbiamo concludere che da soli non possiamo sfuggire al giudizio divino e quindi alla morte eterna. Ma Dio ha preparato una via di scampo per tutti coloro che sono stati finora sotto la schiavitù di Satana, “Gesù Cristo”: “Poichè Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinchè chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” - Gv 3:16.

Il Golgota si erge a memoriale di quell’inconcepibile sacrificio resosi necessario per espiare le violazioni della legge divina, perciò non consideriamo mai il peccato una piccolezza innocua (Rm 6:15 e seguenti). L’offerta di grazia che vi fa Dio non è dunque un’offerta da poco, ma richiede il vostro assenso e la vostra totale consacrazione a lui. Gesù dice: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” - Gv 14:6. Nella sua vita Gesù ci ha tracciato il cammino che conduce al Padre, la via della vita eterna.

 

COME OTTENERE A QUESTO PUNTO LA VITA ETERNA IN CRISTO?
Oggi come allora Gesù risponde: “Osserva i comandamenti ... e seguimi” - Mt 19:17,21; cfr. 1 Pt 2:21-25; Ap14:4.Seguire Gesù per noi oggi significa studiare la sua vita nella Sacra Scrittura (Gv 5:39; 8:31,32) e obbedire alle sue parole (Gv 3:36; Eb 5:8,9; 11:8 e seguenti; Gc 4:7; Rm 16:26). Bibell2.JPG (12857 Byte)Lo Spirito Santo provocherà allora in noi la medesima risposta come alla Pentecoste, quando gli ascoltatori riconobbero i propri peccati esclamando: “Che dobbiamo fare?”, e Pietro rispose: “Ravvedetevi!” - At 2:37,38. In un’altra occasione egli esclamò: “Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinchè i vostri peccati siano cancellati” - At 3:19.Spiegel.jpg (7007 Byte)
La legge divina ci mostra come uno specchio in che modo il peccato ci insudici (Rm 4:15; 3:20; 7:7) e come Cristo poi ci lavi con il suo sangue espiatorio. E’ il momento in cui l’essere umano comincia a ricambiare a Dio l’amore ricevuto. Della peccatrice Gesù disse: “Perciò ti dico che i suoi molti peccati le sono perdonati, perchè ha molto amato...” - Lc 7:47. “Noi lo amiamo, perchè egli ci ha amati per primo: (...) Questo infatti è l’amore di Dio: che noi osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi” - 1 Gv 4:19; 5:3. Attraverso l’amore di Cristo Dio ci trasmetterà anche la forza di vincere il peccato: “Se mi amate, osservate i miei comandamenti. Ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore... lo Spirito della verità” - Gv 14:15-17. L’amore e la forza dello Spirito Santo ci metteranno in grado di vincere il peccato, come l’ha vinto Gesù (Gv 15:10; 1 Gv 5:4,5; Ap 3:21).

In seguito all’incarnazione di Cristo (Fil 2:5-8; Gv 16:28), possiamo essere sicuri che Dio sa quale forza deve donarci per assolvere le sue richieste e poter resistere alla tentazione nella nostra carne indebolita dal peccato: “Poichè dunque i figli hanno in comune la carne e il sangue, similmente anch’egli ebbe in comune jesus.gif (2599 Byte)le stesse cose, per distruggere, mediante la sua morte, colui che ha l’impero della morte, cioè il diavolo, e liberare tutti quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la loro vita... Egli doveva perciò essere in ogni cosa reso simile ai fratelli, perchè potesse essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per fare l’espiazione dei peccati del popolo” - Eb 2:14-18.
Possiamo ricevere questa forza che vince il peccato credendo unicamente nella giustizia esemplare di Gesù (vita immacolata nella carne di peccato - cfr. Rm 8:3; Eb 4:15; Gv 6:28,29) e accettando personalmente per noi con fede il suo sacrificio vicario (Gv 3:16; 1:29).
Gesù non è morto per i propri peccati, perchè sta scritto: “Siate riconciliati con Dio. Poichè egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato...” - 2 Cor 5:21 (cfr. 1 Gv 3:5; Gv 8:46). Questo però comporta che ci pentiamo delle ingiustizie commesse, che le confessiamo, abbandoniamo il peccato (la violazione della legge di Dio) e seguiamo lui obbedienti (Prv 28:13; 1 Gv 1:6-10; 2:4; 3:3-10, 1 Pt 2:21; Mt 10:34-39).
La fede ed il ravvedimento sono un dono che Dio fa a chi cerca sinceramente. Tramite il suo Spirito Santo Dio opererà in noi l’una e l’altro, basta offrirgliene l’occasione. La fede scaturisce dalla predicazione e lo studio della Parola di Dio (Rm 10:17).

Gesù ha detto: Prediger.JPG (10707 Byte)“Voi investigate le Scritture, perchè pensate di aver per mezzo di esse vita eterna; ed esse sono quelle che testimoniano di me” - Gv 5:39 (cfr. Lc 24:25-27; Gv 2:22; Rm 16:26, At 17:11,12).

Lo studio delle profezie divine già adempiutesi in modo miracoloso (avvenimenti della storia universale predetti secoli prima e l’apparizione del Figlio di Dio) rende credibile il piano di redenzione celeste e costituisce una solida base di fede in merito agli avvenimenti ancora futuri (2 Pt 1:19-21). Studiando sinceramente la Sacra Scrittura abbiamo la promessa di un maestro invisibile e divino: “... lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto... egli vi guiderà in ogni verità... la tua parola è verità” - Gv 14:26; 16:13; 17:17.
Chi respinge l’offerta della grazia divina e ignora deliberatamente le parole della verità, non le legge e non le esamina, non riceverà da Dio alcuna forza di fede e farà parte un giorno di quanti andranno eternamente in perdizione (Ger 6:17-19; 9:12-15; Os 4:6).


“Ma se qualcuno di voi manca di sapienza, la chieda a Dio che dona a tutti liberamente senza rimproverare, e gli sarà data” - Gc 1:5. Gesù ci invita: “Chiedete e vi sarà dato... Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a coloro che gliele chiedono” Mt 7:7,11. Chiedete quindi come faceva Davide: “O Dio, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito saldo” - Sal 51:10 (cfr. 139:23,24). Chi crede e prega sinceramente farà questa esperienza: “Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica” - Fil 4:13.HerzGebo.jpg (11338 Byte)
Solo seguendo sinceramente Cristo e confidando in lui quale Salvatore vivente, potremo sviluppare un carattere simile al suo ed essere pronti al ritorno del Signore: “Questo è il patto che farò con loro dopo quei giorni, dice il Signore, io metterò le mie leggi nei loro cuori e le scriverò nelle loro menti” - Eb 10:16 (cfr. Ger 31:33).

Ricordate che l’ubbidienza dell’uomo nel giardino d’eden fu messa alla prova con il frutto di un albero? (l’albero della conoscenza del bene e del male -Gn 2:16,17). Negli ultimi giorni della nostra era il banco di prova della nostra obbedienza sarà di nuovo un comandamento di Dio (Gc 2:10). Allora il serpente seduttore insinuò: “Dio ha detto veramente...?”.

Che conseguenze catastrofiche scaturirono per l’umanità da questo atto di disobbedienza? (Gn 3).Anche oggi l’avversario di Dio semina il dubbio nei cuori degli uomini contro il chiaro comandamento divino: “Dio attribuirà poi tanta importanza al sabato...?”.


Se è chiaro che la domenica non è altro che un comandamento umano, le parole di Gesù non possono sbagliare: “Ben profetizzò Isaia di voi, ipocriti... Ma invano mi rendono un culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando infatti il comandamento di Dio, vi attenete alla tradizione degli uomini” - Mc 7:6-9.

Dio ammonisce il suo popolo anche per bocca del profeta Ezechiele: “Non camminate secondo gli statuti [tradizioni] dei vostri padri, non osservate i loro decreti e non contaminatevi con i loro idoli. Io sono l’Eterno, il vostro Dio; camminate secondo i miei statuti, osservate i miei decreti e metteteli in pratica, santificate i miei sabati e siano un segno fra me e voi, affinchè conosciate che io sono l’Eterno, il vostro Dio’” - Ez 20:18-20; Ger 9:12,13.


I comandamenti e le tradizioni degli uomini non ci dispensano dal principio cristiano che “Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini” - At 5:29; 4:19.

CHE COSA SCEGLIERETE, IL SABATO DEL SIGNORE O LA DOMENICA PAPALE? (Ger 10:2; 1 Re 18:21; 1 Sam 15:22,23).Lo Spirito Santo ci invita: “Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori... Chi infatti è entrato nel suo riposo, si è riposato anch’egli dalle proprie opere, come Dio dalle sue. Diamoci da fare dunque per entrare in quel riposo (sabatico), affinchè nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza” - Eb 4:7,10,11. Saranno redenti e si salveranno solo coloro dei quali la Bibbia dice: “Qui è la costanza dei santi; qui sono coloro che osservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesù” - Ap 14.12.
Piaghe e giudizi terribili colpiranno presto tutti coloro che accetteranno il marchio, il nome o il numero della bestia o adoreranno la bestia e la sua immagine (cioè si sottometteranno ad un’autorità politico-religiosa anticristiana) opponendosi così alla chiara volontà ed ai moniti di Dio (Ap 13:16-18; 14:9-11; 16:2; 18; 19:19-21).


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Questa minaccia di giudizio a qualcuno farà paura, ma in ultima analisi si tratta di un messaggio di salvezza da parte di un Dio di amore il quale “non vuole che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento” - 2 Pt 3:9. Chi è sincero farà l’esperienza che “Il timore dell’Eterno è il principio della conoscenza” - Prv 1:7 (cfr. Lc 12:4,5; Es 20:20).
E’ il peccato a generare il timore e la paura (vedi Gn 3:10,11), ma se abbiamo accettato e ricevuto il perdono dei peccati tramite l’amore di Dio in Cristo, proveremo che “Nell’amore non c’è paura, anzi l’amore perfetto caccia via la paura... chi ha paura non è perfetto nell’amore. Noi lo amiamo, perchè egli ci ha amati per primo” - 1 Gv 4:18,19.
Il sentimento di essere perduti si trasforma in certezza di salvezza, e la paura di Dio in riverenza e amore, la disperazione intravede una via d’uscita e scopre alti ideali, e la paura cede alla gioiosa attesa delle promesse divine. Ma questa offerta da parte di Dio, la possibilità di ravvedersi e pentirsi, non durerà più a lungo!

Approfittate del tempo per fare un serio esame di coscienza e cambiare strada, perchè il periodo di grazia scade prima del ritorno di Cristo. I segni dei tempi proclamano che è l’ultima ora della storia di questo mondo!
jesko3kl.jpg (13220 Byte)“Ora il giorno del Signore verrà come un ladro di notte; in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli sanduhr.jpg (23057 Byte)elementi si dissolveranno consumati dal calore e la terra e le opere che sono in essa saranno arse... fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili, in pace” 2 Pt 3:10,14 (cfr. Is 55:6-9; Ml 3:17-20). “Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: ‘Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perchè questo è il tutto dell’uomo’. Poichè Dio farà venire in giudizioogni opera, anche tutto ciò che è nascosto, sia bene o male” - Ecclesiaste 12:13,14.

 
     
        

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